Receipts of Existence
Da anni conservo gli scontrini della spesa. Non ho iniziato con un obiettivo chiaro: semplicemente mi costava buttarli via. All’inizio pensavo fosse una mania legata alla mia professione. Poi ho capito che era qualcos’altro, volevo collezionare il tempo.
Ogni scontrino è una prova di contatto con il mondo. Una data, un’ora, un importo, un prodotto. Un registro di un bisogno soddisfatto. Un certificato di esistenza. Il consumo è uno dei pochi spazi in cui la presenza viene convalidata: ero lì. Ho comprato. Sono esistita. Lo scontrino me lo ricorda.
Un diario involontario: pane, crema solare, un biglietto, chiodi, latte, una pianta, carta igienica, vino. La storia intima di una vita fatta di cose. A volte provo a ricostruire ogni acquisto. A cosa pensavo quel giorno? Con chi ero? Perché ho scelto quello? Altre volte mi fermo sull’istante esatto della stampa: la macchina che sputa carta, registrando che ero lì e che, per qualche secondo, sono stata parte di qualcosa. Una storia minima, il mercato e io.
Questo progetto è forse una confessione, che per esistere bisogna comprare. E io sono esistita molte volte.
25 scatole rosse con scontrini, archivio materiale.
Performance di disegno dal vivo , dal consumato al ricordato.
